dismessi i pennelli
la fatica del colore
si fa rosa
un accenno di tramonto
inganna di riposo
il mondo
Buenos Aires è un inferno senza la redenzione di una pioggia oggi. Incontro l’ingegnere di tutte le purezze. Vive a El Tigre in Venezuela. Il suo lavoro è un bunker ripetuto ogni giorno per almeno tre mesi. Poi due mesi assoluti d’aria . El caminito ci aggredisce con i suoi colori.L’ingegnere rimane trasparente anche davanti alla fornace malinconica del tango. Osservo i suoi visceri mentre San Telmo muore con la notte. Domani è tutto l’azzurro concepibile della Patagonia.. La fendighiaccio è una lama misericordiosa nel ventre del Lago Argentino. Navighiamo sfiorando chilometri di silenzio . Migliaia di centimetri cubi di acqua in quiete dicono la vita senza una parola. Il tuo lavoro è scovare la voce sotto le cose. Soltanto qui posso conoscerti.Tra le circonvoluzioni celesti dell’Upsala e dello Spegazzini. Oltre le mie sillabe e tutte le tue note. Scelgo di voltare pagina. La Leona un tempo azzannava esploratori. Adesso è un semideserto copioso d’arenaria. Un bosco pietrificato come il futuro all’orizzonte. Il vento gira sulle mie spalle stanche. Fino alla pagina precedente. Il cammino sul Perito Moreno è uno sport d’angeli. Io ti penso e sono subito azzurra. La marmellata di agrume amaro che ti ho inviato a Parigi è diventata tuo sangue. Tua musica. Mentre io qui degusto ghiaccio. I pinguini di Punta tombo sono in gran festa di riproduzione. Si abbandonano all’aria come io non so al sonno. Facundo è un chiaroscuro di cuore quando mi chiede di fare l’amore. Ha avambracci lunghi di desiderio da marinaro. Da vero lupo mannaro.Vuole riposare nelle nocciole dei miei occhi e in tutte le carezze incontaminate del mattino. Ma il tramonto è delle balene.Sono libellule maestose.L’intelligenza equorea della penisola Valdés. Danzano libere nell’ultima moneta di sole. Vorrei una manciata delle tue note da gettare loro come plancton.L’aurora tropicale delle cascate di Iguazù è delle farfalle impazzite. Tu per anni hai accolto l’aurora seduto al pianoforte. Trasformando la notte in giorno .Il silenzio in musica.Io non sapevo dormire per quella fame di vivere che ancora mi sposta tra gli emisferi come fossero zolle del mio giardino.L’acqua delle cascate è l’eden privo di serpente e di peccato.Qui le parole aderiscono ancora alle cose. Molti decidono di saltare per un’ebbrezza improvvisa d’Icaro. La Garganta del Diablo è una tigre chiara che pretende ogni amore. Vorrei le tue mani buone fratello caro. E disegnarvi sopra l’incantesimo fitto dell’acqua. E del mio cuore.
il sorso
la risorsa
il bacio mancato
immancabile onda mattutina